Intervista con Massimo D'Alema (en Italiano): Conversations with History; Institute of International Studies, UC Berkeley
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Signor D'Alema, benvenuto a Berkeley. Lei, dov'e' nato e cresciuto?
Io sono nato a Roma nel 1949 e sono cresciuto in diverse città italiane, a Genova ed a Pisa in modo particolare. Ho lavorato poi nel Sud del nostro paese, in Puglia. Era dal Sud che proveniva la mia famiglia. Sono deputato del Sud della Puglia, e adesso vivo a Roma. Nella mia qualità di presidente del major partito d'opposizione, mio lavoro si svolge soprattutto a Roma.
Ricordandosi del passato, che ruolo hanno avuto i Suoi genitori nel formare la Sua persona?
La mia famiglia, i miei genitori, hanno avuto un gran ruolo nel formare la mia persona. Mio padre è stato un dirigente del partito comunista, un deputato, un uomo politico. Ha partecipato nella Resistenza contro il fascismo, contro il nazismo, e certamente la mia passione per la vita politica si è formata nell'esperienza famigliare.
Avete parlato di politica a casa?
Qualche volta sì, ma comunque, aldilà delle conversazioni famigliari, si respirava la politica, l'aria della politica. Ho partecipato nell'organizzazione giovanile del partito comunista fin da quando ero piccolo, praticamente.
Quando Lei era giovane, c'era qualche avvenimento storico che si ricorda che ha influenzato il corso della Sua vita?
Certamente questo rapporto con la politica, diciamo fato sì che io abbia vissuto in una famiglia che era molto influenzato dagli avvenimenti politici, storici. Io ricordo bene eventi importanti della vita d'Italia, il grande movimento antifascista del 1960 -- ci fu una grande manifestazione e rivolta popolare -- perché mio padre a quella epoca era segretaria del partito comunista a Genova, che fu la città fondamentale di quel movimento popolare. Ricordo piu tardi, in 1968, io partecipai alla protesta giovanile, alle manifestazioni, al movimento dei giovani. E mi trovai a Praga durante l'invasione sovietica e questo evento ha avuto un grande peso alla mia formazione, anche umana non solo politica. Poi in anni più recenti, io ho vissuto tanti momenti importanti anche perché al partire dal 1975 ho fatto parte della direzione del partito comunista italiano e quindi ho vissuto la politica del livello più elevato.
Era difficile, come membro del partito comunista, affrontare gli eventi in Cecoslovacchia?
Sì, una prova difficile, ma fortunatamente il partito comunista italiano espresse un netto di senso verso l'intervento militare sovietico e io ricordo che questa notizia arrivò a Praga e fu diffusa proprio nel momento più drammatico dell'occupazione sovietica e mi riempì d'orgoglio far parte di un partito comunista che aveva una posizione originale, autonoma, e diversa rispetto i partiti ortodossi d'osservanza sovietica.
Lei ha studiato filosofia all'Università?
Sì.
Di questi studi, che cosa ha imparato Lei che era utile nella Sua carriera politica?
Io penso che la filosofia è molto utile, anche perché insegna a continuare a studiare ed è molto utile alla formazione di base di una persona. Non ha utilità tecnica, o pragmatica, ma ha una grande utilità nella formazione della personalità, e quindi avere studiato la filosofia mi è stato utile nella vita.
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