Intervista con Massimo D'Alema (en Italiano): Conversations with History; Institute of International Studies, UC Berkeley

L'Italia, L'Europa e La Sinistra: Conversazione con Massimo D'Alema, Primo 
  Ministro d'Italia , (da ottobre, 1998 ad aprile, 2000). Presidente del Partito 
  Democratico della Sinistra, e Presidente della Fondazione di culturale e politica, 
  Italiani-Europei; 11 giugno 2002, con Harry Kreisler

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Le lezioni imparate

Pensa che l'Europa andrà verso una politica estera in comune?

Io penso che questa è un'assoluta necessità. Anche dal punto di vista dell'equilibrio internazionale, non solo per l'Europa. E credo che stiamo facendo dei passi avanti, cioè, che oggi rispetto a dieci anni fa, comincia ad esserci una politica extraeuropea.

Dalla nostra conversazione, ho l'impressione che un requisito importante per fare la politica al livello nazionale e al livello internazionale, sia il coraggio, e che ai capi politici occidentali, manca il coraggio, o per dire meglio, dobbiamo averne di piu. Lei sarebbe d'accordo?

Sì, senza dubbio la politica ha bisogno di coraggio -- di muoversi su terreni nuovi rispetto le cose che abbiano imparato, rispetto alle idee più tradizionali. Per un uomo politico muoversi su terreni nuovi è sempre un rischio, un pericolo. C'è un rischio di fallire, ma se restiamo fermi, il fallimento è sicuro. Quindi io credo che è molto forte questa esigenza di avere coraggio di rischiare.

Che consigli avrebbbe Lei per studenti che vogliano preparare per un futuro in politica?

Credo che in questo momento la politica non attiri molto i giovani, pero noi invece abbiamo bisogno di giovani che si appassionino alla politica. Per un giovane che vuole partecipare alla vita politica consiglierei di conoscere il mondo. La nostra formazione è stata molto ristretta, molto provinciale. C'era l'idea che per imparare politica si doveva fare politica, partendo dalla base, dell'attivismo politico. Oggi, io credo che noi abbiamo bisogno di una generazione che arrivi alla politica dopo avere studiato e conosciuto il mondo.

Se qualcuno, magari un giovane, guardasse il video di questa intervista, quale lezione gli consiglierebbe che si prenda da questo Suo tragitto interessante come un leader politico?

Io quando ero un giovane comunista italiano, non avrei mai pensato di arrivare nella mia vita a guidare un governo, di cui fosse membro l'ex-governatore della Banca d'Italia, un governo che a fianco degli Stati Uniti facesse una guerra, come noi abbiamo fatto per Kosovo. Se avessi dovuto pensare da quando ero un giovane esponente comunista ad una prospettiva ... se uno mi avesse detto una cosa di questo genere, mi sarei messo da ridere. L'avrei considerato uno scherzo o una provocazione.

Innanzi tutta, la nostra vicenda politica dimostra che la politica è un'avventura affascinante -- aperta, imprevedibile, e che l'importante è viverla avendo una coerenza di fondo -- una coerenza di fondo non è una coerenza ideologica, una coerenza di principi e dei valori. E questo direi è importante, aprirsi alla politica come ad un'esperienza affascinante, inesplorata, ricca di possibilità, e nello stesso tempo, viverla rimandando fedeli ai principi e ai valori per i quali ci s'impegna.

Allora, Signor Ministro, con questa risposta positiva, Le ringrazio molto per la sua visita all'Università' di Berkeley, e per la sua partecipazione in questa intervista affascinante. Grazie.

Grazie.

Vi ringrazio per averci raggiunto per questa Conversazione con la Storia.

© Copyright 2002, Regents of the University of California

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